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Mascherina FFP2 e FFP3 Caratteristiche e differenze

Nel panorama dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la scelta della protezione respiratoria corretta è fondamentale per garantire la sicurezza in contesti lavorativi, sanitari o quotidiani.

Spesso ci si trova di fronte al dubbio: meglio una mascherina FFP2 o FFP3? Sebbene all'apparenza possano sembrare simili, queste due tipologie di filtranti facciali presentano differenze tecniche sostanziali che ne determinano l’efficacia contro virus, polveri sottili e sostanze tossiche.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio tutto ciò che riguarda la mascherina FFP2 e FFP3, confrontando le loro capacità filtranti e fornendo consigli pratici su quale scegliere in base alle proprie esigenze.

Che cosa sono le mascherine FFP?

L’acronimo FFP sta per "Filtering Face Piece" (facciale filtrante delle particelle). Questi dispositivi sono regolamentati dalla norma europea EN 149:2001 + A1:2009, che definisce i requisiti minimi di efficienza, traspirabilità e tenuta.

A differenza delle mascherine chirurgiche, che servono principalmente a proteggere gli altri bloccando le goccioline emesse da chi le indossa (protezione "in uscita"), i respiratori FFP sono progettati per proteggere l'utilizzatore stesso (protezione "in entrata"), filtrando l'aria inspirata da aerosol e particelle solide.

Mascherina FFP2 e FFP3: differenze principali

La distinzione tra i vari livelli di protezione (FFP1, FFP2, FFP3) si basa principalmente su due fattori: la capacità di filtrazione del materiale e la "perdita totale verso l'interno", ovvero quanta aria non filtrata riesce a passare dai bordi della maschera.

Efficienza di filtrazione

La differenza tecnica più rilevante tra mascherina FFP2 e FFP3 risiede nella percentuale di particelle bloccate:

  • FFP2: Deve filtrare almeno il 94% delle particelle sospese nell'aria (da 0,3 micron di diametro). È considerata la protezione standard per ambienti a rischio moderato.
  • FFP3: È il livello massimo di protezione per i respiratori facciali. Deve filtrare almeno il 99% delle particelle. È in grado di bloccare particelle estremamente sottili, come fumi metallici, nebbie oleose e microrganismi altamente pericolosi.

Perdita totale verso l'interno

Un altro parametro cruciale per la mascherina ffp2 e ffp3 differenze è la tenuta sul volto. Nessuna mascherina è perfettamente ermetica, ma i requisiti di certificazione cambiano:

  • Per la FFP2, la perdita verso l'interno non deve superare l'8%.
  • Per la FFP3, questo limite scende al 2%, richiedendo una struttura più rigida e una sagomatura più precisa per aderire meglio al viso.

Quando scegliere una mascherina FFP2?

La mascherina FFP2 è diventata un oggetto comune negli ultimi anni, ma il suo utilizzo ideale va oltre l'ambito sanitario. È la scelta corretta quando ci si trova in situazioni di rischio medio.

Utilizzo in ambito civile e sanitario

In contesti di affollamento o in presenza di virus respiratori influenzali, la FFP2 offre un eccellente bilanciamento tra protezione e comfort respiratorio. È indicata per chi frequenta mezzi pubblici, ospedali o luoghi chiusi con scarsa ventilazione.

mascherina ffp2

Per quali lavori è consigliata una mascherina FFP2?

In ambito lavorativo, la FFP2 è raccomandata per proteggersi da:

  • Polveri di legno (legni teneri).
  • Levigatura di vernici e stucchi.
  • Lavorazioni di vetro e metalli comuni.
  • Settore agricolo (polveri di cereali o fieno).

Quando è necessaria la protezione di una FFP3?

Se la FFP2 è considerata "sicura", la mascherina FFP3 è considerata "massima sicurezza".
Ci sono scenari in cui la FFP2 non è sufficiente e il passaggio al livello superiore è obbligatorio.

Ambienti ad alto rischio biologico

Il personale sanitario che esegue manovre che generano aerosol (come l'intubazione di pazienti con malattie infettive gravi) deve necessariamente indossare una FFP3.

È la barriera più efficace contro batteri e virus particolarmente resistenti o pericolosi.

Sostanze altamente tossiche e cancerogene

La FFP3 è indispensabile in presenza di:

  • Amianto (asbesto): Le fibre di amianto sono piccolissime e letali; solo una FFP3 (o respiratori superiori) può gestirle.
  • Polveri sottili di metalli pesanti: Piombo, cadmio, arsenico e cromo.
  • Fumi di saldatura: Particelle metalliche vaporizzate che possono penetrare profondamente nei polmoni.
  • Spore e muffe tossiche: In caso di bonifiche ambientali profonde.
mascherina ffp3

L'importanza della valvola di espirazione

Un dubbio frequente riguarda la presenza o meno della valvola di espirazione su una mascherina ffp2 e ffp3.

  • Con Valvola: La valvola facilita l'uscita dell'aria calda e umida espirata. Questo aumenta il comfort, riduce l'appannamento degli occhiali e rende la maschera più fresca. Tuttavia, la valvola non filtra l'aria in uscita. Se chi la indossa è infetto, può trasmettere il virus agli altri.
  • Senza Valvola: Offre protezione bidirezionale (protegge chi la indossa e chi gli sta intorno). È la scelta obbligatoria se l'obiettivo è limitare il contagio in comunità.
mascherina ffp3 con valvola

In ambito industriale, dove l'obiettivo è solo proteggere il lavoratore dalle polveri esterne, la valvola è spesso preferibile per motivi di ergonomia.

Come leggere le marcature: NR, R e D

Oltre al livello di filtrazione, sulle mascherine certificate troverete altre sigle fondamentali:

NR (Non Riutilizzabile): La mascherina è monouso. Deve essere smaltita dopo un turno di lavoro (circa 8 ore). La maggior parte delle FFP2 in commercio rientra in questa categoria.

R (Riutilizzabile): Può essere utilizzata per più turni, a patto che venga igienizzata o conservata correttamente secondo le istruzioni del produttore.

D (Dolomite): Indica che il dispositivo ha superato il test di intasamento con polvere di dolomite. Significa che la mascherina mantiene una buona traspirabilità anche in ambienti molto polverosi per lungo tempo.

Consigli per un uso corretto e sicuro

Acquistare la migliore mascherina ffp2 o ffp3 serve a poco se non viene indossata correttamente. Ecco i passaggi fondamentali per garantire la massima efficacia:

  1. Igiene delle mani: Lavarsi le mani prima di toccare la mascherina.
  2. Posizionamento: Coprire perfettamente naso e bocca, posizionando gli elastici correttamente dietro le orecchie o dietro la nuca (quest'ultima opzione garantisce spesso una tenuta migliore).
  3. Adattamento del ferretto: Stringere bene la clip metallica sul setto nasale per evitare fessure da cui potrebbe passare aria non filtrata.
  4. Prova di tenuta: Fare un respiro profondo. Se si sente aria passare dai bordi o se gli occhiali si appannano istantaneamente, la maschera non è aderente.
  5. Non toccare la parte frontale: Durante l'uso e la rimozione, toccare solo gli elastici. La parte esterna è quella che ha accumulato i contaminanti.

Quale scegliere?

In sintesi, la scelta tra mascherina FFP2 e FFP3 dipende dal livello di rischio ambientale. Per la vita quotidiana, i viaggi e il lavoro d'ufficio, la FFP2 rappresenta lo standard di protezione ideale: sicura, relativamente comoda ed economica.

Se invece lavori in contesti industriali estremi, a contatto con polveri sottili tossiche, amianto o in reparti ospedalieri ad alto rischio infettivo, la FFP3 è una scelta obbligata. Nonostante il costo superiore e una maggiore resistenza respiratoria, la sicurezza che offre è insuperabile.

Ricorda sempre di verificare la presenza della marcatura CE seguita da quattro numeri (il codice dell'organismo certificatore) per essere certo di acquistare un prodotto a norma di legge.

Consigli per un uso corretto e sicuro

Acquistare la migliore mascherina ffp2 o ffp3 serve a poco se non viene indossata correttamente.

Ecco i passaggi fondamentali per garantire la massima efficacia:

  • Igiene delle mani: Lavarsi le mani prima di toccare la mascherina e dopo averlo fatto.
  • Posizionamento: Coprire perfettamente naso e bocca, posizionando gli elastici correttamente dietro le orecchie o dietro la nuca (quest'ultima opzione garantisce spesso una tenuta migliore).
  • Adattamento del ferretto: Stringere bene la clip metallica sul setto nasale per evitare fessure da cui potrebbe passare aria non filtrata.
  • Prova di tenuta: Fare un respiro profondo. Se si sente aria passare dai bordi o se gli occhiali si appannano istantaneamente, la maschera non è aderente.
  • Non toccare la parte frontale: Durante l'uso e la rimozione, toccare solo gli elastici. La parte esterna è quella che ha accumulato i contaminanti.
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